madri giganti e la damnatio memoriae

ACS      Antica Civiltà Sarda
Antica Civiltà Sarda
Una civiltà antica e trascurata, ignorata e negata.
Una terra dai 20mila Nuraghe, dalle migliaia di Tombe dei Giganti, Domus de Janas,
dolmen, menhir, car ruts, pietre scritte, cerchi su pietra...
La più antica civiltà navigatrice del mediterraneo, la Terra del Nuovo Inizio,
La Sardegna dove è nata la scrittura, e di cui cercheremo di raccontare la storia mai raccontata prima...
Janas Sardinia,
Quello che per gli altri popoli è mito, per i Sardi è storia...
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madri giganti e la damnatio memoriae

ACS Antica Civiltà Sarda Circolo Di Ricerca Indipendente
Pubblicato da davide cocco in Sardegna e Resto del Mondo · Martedì 19 Lug 2022
Tags: mont'ePramagigantessedamnatiomemoriae
Questa volta, vi metto solo una foto, facciamo una cosa semplice semplice..


Epperò, da dove iniziamo? .. Ecco forse da qui:

avevamo visto nel video “Sas Tzigantes – datazione comparata”  come a parer mio le statue di Mont’e Prama siano assimilabili alle statuette di Cuccuru is Arrius per tecnic e conseguente datazione,  e abbiano quindi almeno 6.000 anni  circa.
(la datazione scritta 6.000 aC / 8.000 anni fa è dovuta ad un errore mio di lettura, perdonate. Le statuette sono datate ufficialmente 3800 aC)


la datazione del 3800 aC, sposterebbe la manifattura delle statue dal periodo “moderno” patriarcale al periodo “antico” matriarcale, rendendo archeo logicamente  quanto segue

ovvero come abbiamo visto nel post “Mont’e Prama, chi Hera davvero”
che, sempre secondo me, le statue rappresentino non giovani guerrieri, ma “jana aisthesis”, donne che percepiscono, “Ginnaste”. Ovvero donne impegnate in attivita agonistica in quelle che verranno dai greci chiamate Eracliadi, o forse Giochi Pitici, antecedenti comunque le “olympiadi” greche. Janas.


avevo anche fatto un piccolo post, dove mostravo come la vulva fosse un elemento non da nascondere, come oggi, ma da evidenziare per la sua importanza, nella scultura matriarcale


mentre nel post “mater sonai, il canto della madre”


ma anche in “Janas Missione Agricoltura”


avevamo visto come c’è una discreta probabilità che le antiche madri fossero di altezza superiore alla norma. Gigantesse, per esempio.

Ma ancora in “bronzi e gigantesse, Maistras de tronu”


che alcuni statue hanno più attinenza con i bronzi di sacerdotessa ritrovati a Vulci, che con presunti “pugilatori” ..

quindimò, se facciamo 2+2+2+2+2+2, vediamo che fa sempre 4, e aggiungiamo:
se la datazione / tecnica  comparata riporta almeno al 3.800 aC, facendo ricadere la creazione delle statue in periodo ancora “matriarcale”, se è certo che “donne alte” girassero per il mondo già da 20.000 anni e passa almeno,


possiamo riportare quanto sopra alla foto presentata,
e accostando la foto di un Gigante mai esposto con “l’unica rappresentazione  statuaria di una madre col bambino”,  statuetta di Perfugas, sempre 3.800 aC,
affermare che la statua del Gigante,  con buona probabilità non sia per l'appunto un gigante,
ma raffiguri una Madre Sarda, con in braccio un Bambino,
una “Mamma Gigante”, per l'appunto…  Jana Maistra.
tutto sto giringiro, per una statua? non si capisce, vero?
allora provo ad inserire una

Appendice
e non fate appendicectomia, mo ..

è importante comprendere che l’importanza della donna in Sardegna, antamila anni fa, era forte e viva, e si manifestava apertamente.

È importante anche comprendere che le “jana aisthesis” le ginnaste, avevano un ruolo sicuramente importante.
Le  Jana Aisthesis, le donne “speciali”, presero il nome, ricordiamo infatti, anche di “agoniste”, dal ruolo dell’ agone, il “campo di gara”, che anch’esso deve il suo nome al “gono/cono/cunno”, del cui frutto, l'uovo, prendeva le fattezze.




Ma presero anche il nome di “Atlete”, dall’”Athlon”, il premio istituito.

E giacchè si parla nell’odissea anche di giochi sportivi che si tenevano nell’isola dei Feaci (forse Sardegna?)…
E siccome Ricordiamo che prima dei Romani, furono i Greci ad istituire la “damnatio memoriae”, ovvero la condanna all’oblio, o quando non possibile, la trasformazione in negativo,  di tutto ciò che apparteneva ai nemici, sia vinti che invincibili.

E dato che l’abbiamo detto più volte, accompagnando con esempi relativi, che è possibile che il mondo Sardo stesso abbia subito questo memoricidio, da parte dei Greci prima, e dei Romani dopo, e anche adesso, visto lo stato di abbandono e misconoscenza della pur evidente Storia Sarda Antica..
possiamo notare come In questo caso la situazione di Sardofobia sia eclatante.

Già nel greco antico, infatti “atleta” stessa radice di “atlas”, “atlante” il titano che regge il  mondo (e atlantide, che regge il cielo del mondo con le sue torri) diventa un aggettivo, “atletos”, col significato di “insopportabile, intollerabile”, trattenendo però ancora il significato anche di “da non osare”, ovvero “pericoloso” .. forse riferito ai difficili esercizi atletici, ma forse ancor più, riferito alla “terra” stessa delle “atlete”.. “AthlanTur”, meglio non osare, non avvicinarsi alle torri.





Un misto di disprezzo e timore revenziale.. Sardi così insopportabili che Poseidone stesso, protettore di Sardegna, decise di inghiottire Athlan Tyr, in un giorno e una notte..

le atlete, le Janas, le Antiche Madri Sarde, nemiche dei Greci indoeuropei prima, e dei Romani indoeuropei dopo, erano quindi già “insopportabili”, forse prima che Atene\A-thenai-A-Thenia, la città senza "Thenia"/“zenìa”, senza ascendenza, si attribuisse la vittoria sul loro territorio, il territorio delle atlete, Atlantide.

insomma è importante asseverare l’importanza della Donna nella Sardegna antica, ma antica per gli antichi, perché se lotta ci fu e mi pare asseverato che ci fu, al matriarcato, e all’importanza e alla libertà della donna, e alla conseguente e precedente libertà e unione dell’uomo con la natura,  questa si tradusse e si traduce in una guerra aperta fisica e spirituale ed energetica, all’Antica Civiltà Sarda e alla Sardegna.
Se in quest’ottica inquadriamo le guerre del secondo millennio avanti cristo, quelle di cui ci si riempie la bocca ultimamente a proposito di Shardana e popoli del mare, ci si rende meglio conto di come “I Popoli del Mare”, fossero in realtà un unico “Popolo dal Mare”, come ricordano ancora gli Aztechi, e che le sue “guerre di conquista”, come raccontate dai popoli loro nemici, fossero in realtà “guerre di liberazione”…

Solo un appunto ancora.. “Aztlan”, (Ath/tlan) era la mitica terra di origine degli Aztechi, e delle popolazioni mesoamericane di etnia Nahua (na-ùa , ja/na-ua, madre e uva ovvero uova/sangue mestruale ovvero ascendenza)...
Mentre Atene, “Athenai” ovvero “A-thenia”, era “senza zenia”, senza ascendenza.

mentre quindi le antiche madri e la loro terra Sardegna, “Athlan Tyr” erano “mitiche” in mesoamerica, erano già da dimenticare, da obliare, erano “insopportabili/pericolose” , per gli Antichi (ma non antichissimi) Greci.
E Platone, avrà detto la verità?

O Poseidone, protettore  di Odisseo, Ou de Issus, della stirpe di Jana,
non diede nessuno schiaffo all’arroganza dei Sardi, perché arroganza non c’era? Ma arroganza fu di coloro che pretesero di genocidare un intera civiltà, un intero sistema di vita?

e se è vero come è vero, che gli indiani pima, hanno dna anche sardo

questa nostra antica civiltà fu inseguita poi anche infatti e pure in sud america, e nord america,

con gli eredi anglo spagnoli degli indoeuropei celti greci e romani, che proseguirono nel loro presuntuoso e delittuoso intento.

Per oggi, credo basta..

e ricordando che
“Janas Maistras”, quello che per gli altri popoli è mito, per i Sardi è storia”

come sempre, "condividere libera mente”

“madri giganti e la condanna all’oblio”,
CC BY-NC-ND 4.0 creative common non commerciale, marca temporale depositata davide cocco, condivisione libera..



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