Bronzetto Sardo preEtrusco, scavi subacquei di Bolsena

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La più antica civiltà navigatrice del mediterraneo, la Terra del Nuovo Inizio,
La Sardegna dove è nata la scrittura, e di cui cercheremo di raccontare la storia mai raccontata prima...
Janas Sardinia,
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Bronzetto Sardo preEtrusco, scavi subacquei di Bolsena

ACS Antica Civiltà Sarda Circolo Di Ricerca Indipendente
Pubblicato da davide cocco in archeo logica · 2 Agosto 2021
Tags: bronzetto_sardobolsenaetruschicultura_villanoviana
Bronzetto Sardo subacqueo preEtrusco a Bolsena




Il ritrovamento di un bronzetto Sardo negli scavi subacquei del lago di Bolsena, in terreno "villanoviano",
mostra come la protostoria dell'etruria evidenzi ancora una volta che i collegamenti tra l'Antica Civiltà Sarda e il mondo Etrusco, erano stretti e frequenti, ancor prima che gli etruschi diventassero etruschi, pur essendo già etruschi da molto molto tempo...  



e se diamo un occhiata alla foto successiva,
ove un bronzetto pressochè identico per fattura e iconografia è senza mezzi termini definito Sardo,

l'acrobazia descrittiva nuragico fenicio levantina, che tendenziosamente cerca di enfatizzare ipotetici collegamenti Etrusco-Levantini a discapito degli evidenti collegamenti Sardo-Occidentali, letti in qualche pagina che riporta la notizia, la possiamo tranquillamente ignorare con un sorriso...


ps..
seguendo il mio personalissimo modus operandi:

Bolsena.
letto senza vocali, BLSN. simmetricamente diviso due BL/SN

BL
ricordiamo che B=nutrimento/nascita, O= uovo, L= sorgente/ madre,
ricordiamo anche che B/P, essendo appartenenti allo stesso gruppo fonetico, sono frequentemente intercambiabili, così come nel Sardo è il bilittero LL/DD,  
otteniamo che infatti Poul= "gallina", Pula idem, Pul = pulcino, Pudda gallina etc etc.

ricordando che "gallina", non è solo un volatile da cortile, ma è archetipo mondiale della "madre protettrice", e che in Sardegna è tradizionalmente  presente ovunque, anche nei nuraghe,

e che B/H(Y)/L, lo abbiamo trovato scritto in antico alfabeto sardo nei pressi di un antichissimo nuraghe


altresì "boul" è la borsa dell'acqua calda, "boil" significa bollire, "bulla" in sardo è la bolla,
ma "buddone" è uno con la pancia grande, e "buddiri" vuol dire bollire,
e che sommando i significatii abbiamo "una persona con la pancia grande e calda"..

insomma.. mi parrebbe di poter assimilare "BL" la "sorgente/acqua che nutre-fa nascere"
non al dio cattivo "bal o baal",
ma al ventre materno, la sua "boul" fatta di sacca amniotica e amnio, e la sua acqua calda, protetti all'interno della madre..

SN
"Sin", la luna, "sin", il peccato, originale, per alcuni, ma soprattutto, se letto da sin a dx
"SN" è "SaNai", guarire, ma anche "Sa Nai", la nave, e "Su Nai", il racconto, o "Su Nai", il ramo, o l'albero...

se lo leggiamo da dx a six, invece è "NaShi, ovvero nasci/nascere", ma anche "HaNaS/JaNaS"m dove "Han/Hen" è nuovamente la gallina di prima, e Janas sono appunto le antiche Madri Sarde, madri ed esperte nella cura delle persone e delle anime.

Bolsena, lago, lock, logu/luogo di acque chiuse, ma con una sorgente di acqua calda presumibilmente curativa, proprio nei pressi del sito villanoviano in questione..

Facile dedurre che "Bolsena", "Boul/Sanai", indicasse un luogo fondato dalle antiche Janas Madri Sarde,
assimilandolo ad un ventre materno, e battezzandolo di conseguenza.

ovvio, che il bronzetto sia Sardo, no? .. e che le madri Sarde abbiano dato l'imprinting alla società Matriimportante dei cosiddetti Etruschi, sembra altrettanto evidente..





____________________________per cui, come sempre,____________________________

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di seguito il link all'articolo su facebook della soprintendenza "etruria meridionale"


e il testo, copiaincollato, per chi avesse problemi con facebook

Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio Etruria Meridionale

“UN BRONZETTO VILLANOVIANO DAL GRAN CARRO DI BOLSENA (VT)

Continuano le attività di ricerca finalizzate all’individuazione e alla migliore conoscenza dell’area occupata dall'insediamento protostorico sommerso del Gran Carro di Bolsena da parte del Servizio di Archeologia Subacquea della Soprintendenza in collaborazione con il Centro Ricerche Archeologia Subacquea finalizzate ad una migliore conoscenza del complesso archeologico sommerso ai fini della tutela, e di una sua eventuale valorizzazione.

Per la prima volta è stata indagata una porzione dell’Aiola, l’accumulo monumentale di pietre di cui ancora non si conosceva la funzione, posizionata poco più a nord della nota palafitta della prima età del Ferro.

Ad una prima analisi dei dati, dovrebbe trattarsi di un’area dedicata al culto all'aperto formatosi nel tempo, probabilmente da un nucleo centrale più antico che mano mano si è espanso proprio per la natura dei riti che venivano eseguiti e che prevedevano l’accensione di fuochi nella parte superiore, dove la superficie è piana, e il seppellimento di offerte di cibo combusto in vasi biconici coperti da scodelle nelle parti più scoscese sui lati del tumulo, che è risultato solo ricoperto di pietre e formato essenzialmente da strati di cenere, carbone e terreno.

Tra gli oggetti rinvenuti, certamente da un livello della prima età del Ferro, emerge un busto di una figurina di bronzo fusa che si inserisce eccezionalmente nello scarso patrimonio finora conosciuto della plastica figurativa protostorica dell’Etruria.
Ancora tutta da interpretare la posizione di questo personaggio con corpo e copricapo scanalato, che tiene nelle mani poste al termine delle esili braccia, due oggetti circolari forati dei quali è ancora incerta la connessione con le espansioni laterali del copricapo.
Questo presenta un viso e soprattutto una resa degli occhi molto simile ad alcuni bronzetti sardi, con richiami iconografici anche nel geometrico greco, tuttavia l’incredibile importanza del rinvenimento risiede proprio nella sua unicità nel panorama della plastica figurativa villanoviana.

Centro Ricerche Archeologia Subacquea

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