Prof. Paolo Debertolis - Archeoacustica e l' Antica Civiltà Sarda

ACS      Antica Civiltà Sarda
Antica Civiltà Sarda
Una civiltà antica e trascurata, ignorata e negata.
Una terra dai 20mila Nuraghe, dalle migliaia di Tombe dei Giganti, Domus de Janas,
dolmen, menhir, car ruts, pietre scritte, cerchi su pietra...
La più antica civiltà navigatrice del mediterraneo, la Terra del Nuovo Inizio,
La Sardegna dove è nata la scrittura, e di cui cercheremo di raccontare la storia mai raccontata prima...
Janas Sardinia,
Quello che per gli altri popoli è mito, per i Sardi è storia...
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Prof. Paolo Debertolis - Archeoacustica e l' Antica Civiltà Sarda

ACS Antica Civiltà Sarda Circolo Di Ricerca Indipendente
In questa interessante intervista al proff. Paolo Debertolis, leader del SBresearch group, esperto mondiale in Archeoacustica, si toccano diversi punti essenziali, frutto di anni e anni di ricerca e misurazioni sul campo, all'interno di ipogei localizzati in tutto il mondo, Sardegna compresa.
Il denominatore comune nella costruzione di queste strutture, secondo il prof. Debertolis e il suo team, risulta essere la costruzione degli ipogei in funzione dell'utilizzo attivo del suono e/o delle vibrazioni naturali del sottosuolo a fini curativi e di incremento delle capacità di modificare gli stati di coscienza, per entrare in stati meditativi di livello superiore.

Questa considerazione non può che farci piacere, dato che noi siamo stati i primi, ormai anni fa, a rinominare le Domus de Janas Sarde come "Domus Sanaj", "case per guarire", e "domus sonaj", "case del suono", ma anche "domus sonnai", "case per sognare", con riferimento tra l'altro anche ai cosiddetti "riti di incubazione", che noi definimmo "sonno assistito", ritenendo che non si svolgesse presso le "tombe dei giganti", ma all'interno delle "domus sanaj".

Ancora definimmo, leggendo il nome delle domo janas allo specchio, come "sonaj mudu", ovvero "suonare in silenzio", che ci pare possa trovare riscontro nelle vibrazioni infrasoniche di cui il team Debertolis, SBRG super brain research group, ha misurato la presenza in particolari siti "sacri".

Lungi insomma da essere "tombe scavate nella pietra", gli ipogei mondiali, e per quel che ci riguarda da vicino, le "Domus de Janas" Sarde, appaiono sempre più essere strumenti acustici di precisione sopraffina, costruiti da una civiltà che conosceva i segreti e le funzioni del Suono..
E poichè, come ripeto spesso, Noi Siamo Suono, conoscere i segreti del suono significa conoscere i segreti della creazione...

Così appare sempre più evidente che le Janas Sarde, da noi definite "tutrici dei popoli", viaggiassero per il mondo, diffondendo una cultura che ormai è evidente si tratti di una cultura mondiale, con un sapere antico e fondante, incentrato sull'utilizzo del suono e dell'acqua...
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Riassumo schematicamente i temi secondo me più importanti, in sintonia con quanto anche da noi frequentemente espresso, toccati dal prof. Debertolis, cui chiedo di scusarmi e correggermi nel caso abbia compreso erroneamente quanto da lui voluto esprimere...

- Gli ipogei (Domus de Janas comprese, ovviamente) non sono tombe
- Gli ipogei non sono luoghi di culto
- Gli ipogei sono strumenti tecnologicamente avanzati
- Gli ipogei erano gestiti da Donne, che rappresentavano una particolare Elite.

- La Meditazione insieme funziona come il metronomo in un orchestra. Le frequenze cerebrali si sincronizzano, coinvolgendo nella sincronizzazione anche persone distanti dal gruppo in meditazione. Gli uomini possono quindi sincronizzarsi anche a distanza.

- il mondo in cui viviamo ha una struttura frattale. gli schemi si ripetono simili a se stessi, e questo accade anche nell'uomo.

- attraverso il suono e le frequenze, negli ipogei, domus comprese, si potevano raggiungere gli effetti che oggi vengono ottenuti dagli sciamani, ma senza uso di sostanze psicotrope.
erano sufficienti le frequenze, anche naturali emesse dal sottosuolo nei punti in cui venivano edificati gli ipogei, frequenze che possiamo definire curative.

- le vibrazioni di bassa frequenza (sonai mudu) sono percepite dal corpo umano non solo attraverso le orecchie, ma anche attraverso lo scheletro, e soprattutto attraverso dei recettori che sono particolarmente presenti sulle mani e  sul torace.

- in questo senso la spiritualità è da considerare solo come un altra faccia della fisica (e viceversa, direi).
aggiungo, la spiritualità non si esaltava nel cercare un dio/dea fuori da noi, ma il nostro equilibrio creativo interno..

- le persone che costruivano queste strutture, viaggiavano ed esportavano conoscenza.
erano donne, viagggiavano per mare ed insegnavano questo sapere.

- per poter studiare la storia, in maniera reale ed approfondita, è necessario un approccio multidisciplinare, che coinvolga insieme materie scientifiche ed umanistiche, in quanto un tempo, la conoscenza non era divisa in settori, ma era un fluido divenire di conoscenza.

e infine, ultimo ma non ultimo, che a me mi piace molto, e mi piace ritrovare nelle parole del proff. Debertolis,

- "i miti sono un messaggio codificato".

ovvero, non me ne voglia, come nostro slogan che ripetiamo fin credo alla nausea,

"Janas Sardinia, quello che per gli altri popoli è Mito, per i Sardi è Storia"...

detto questo, e ringraziando

il prof. Debertolis e il suo team per il grande lavoro svolto,


(link al video su youtube : https://youtu.be/SO5Cx8ZFswo)

e ED esploratoredigitale, per aver avuto interesse per l'argomento


buona visione..




Fonti di questo articolo:



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