acs facebook 4 articoli - A.C.S. Antica Civiltà Sarda Circolo Di Ricerca Indipendente

ACS      Antica Civiltà Sarda
Antica Civiltà Sarda
Una civiltà antica e trascurata, ignorata e negata.
Una terra dai 20mila Nuraghe, dalle migliaia di Tombe dei Giganti, Domus de Janas,
dolmen, menhir, car ruts, pietre scritte, cerchi su pietra...
La più antica civiltà navigatrice del mediterraneo, la Terra del Nuovo Inizio,
La Sardegna dove è nata la scrittura, e di cui cercheremo di raccontare la storia mai raccontata prima...
Janas Sardinia,
Quello che per gli altri popoli è mito, per i Sardi è storia...
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Davide Cocco
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Amministratore

MEMORANDUM PER GLI ISCRITTI VECCHI E NUOVI
1) Il gruppo è pubblico. tutto quello che postiamo, è visibile all'esterno.
2) possiamo parlare di tutto, e raccontarci tutto, purchè abbia un minimo di fondamento logico e sia attinente alla mission del gruppo.
personalmente mi piace qualunque ragionamento, anche il più assurdo, e apparentemente strampalato, purchè sia un ragionamento.
vanno bene anche le intuizioni, o le associazioni di idee, purchè precedute o seguite da un minimo di ragionamento o comunque da una spiegazione.
allo stesso modo non accetterò critiche inutili e non costruttive, critiche alle persone e non ai concetti, critiche senza controdeduzioni razionali e ragionate.
Per questo motivo i post devono essere sempre accompagnati dal motivo per cui sono postati. condivisioni o pubblicazioni "cieche", senza ragionamento, così come commenti non attinenti non sono graditi, in quanto intasano la bacheca, e fanno perdere tempo.
3) l'unico vincolo che pongo attualmente all'accettazione nel gruppo è la risposta ad un paio di domande... un piccolissimo sforzo, ma necessario. Richieste senza risposte non saranno accettate. Allo stesso modo rifiuterò richieste di iscrizione da profili senza foto, profili blindati, profili dubbi.
4) Avere o non avere una laurea non è motivo sufficiente per qualificare o squalificare un iscritto.
Sono ben accetti tutti quelli che con una visione personale, professionale, pubblica o privata, dottori, professori oppure no, vogliano contribuire ognuno per il suo potenziale ad un processo di conoscenza comune e innovativo.
5) non accetterò assolutamente che quanto qui scritto sia motivo di scherno, ne pro ne contro nessuna categoria o persona, per quanto invisa, ne dentro ne fuori dal gruppo.
Accetterò l'ironia e la satira, pro o contro, ma non lo scherno e il sarcasmo gratuiti.
A tal proposito, vi chiedo esplicitamente di fare le spia, e segnalarmi ogni mancanza in merito. Su questo argomento sarò inflessibile.
6) conosco la "sanguignità" di alcuni amici, e mi sta benissimo, li adoro anche per questo, ma chiedo che qui venga espressa sempre con toni pacati ed educati.
7) ognuno di noi segue un percorso di studio e conoscenza che segue strade che a volte si incrociano, a volte divergono, a volte forse non si incontrano proprio. non importa. vanno bene tutte, purchè a supporto della mission del gruppo e purchè supportate da onestà intellettuale.
8 ) Nelle vostre e nostre discussioni capita che lo scambio di conoscenza diventi contrapposizione sterile e arroccamento sulle posizioni. capita anche a me. Non è facile, ma vi chiedo di cercare di riconoscere quel momento, e interrompere la discussione, per riprenderla magari un altro giorno. un semplice "ok , ne riparliamo" potrebbe essere un messaggio convenzionale da usare in queste circostanze
9) Il gruppo è pubblico. Facciamo bella figura. che chiunque si approcci a questo gruppo, ovunque sia nato, a qualunque categoria appartenga, rimanga meravigliato e dica "Se questi sono i Sardi, anche io voglio essere Sardo".
Niente insulti, quindi, atteggiamenti aggressivi, intimidatori, o altri comportamenti simili, nei confronti di persone, cose, situazioni, enti privati o pubblici.
e, ps, dato che è impossibile controllare ogni cosa che scrivete, ognuno che scrive risponde e commenta, lo fa sotto la propria personale responsabilità.
10) a tal proposito, il mio pensiero:
"essere nati in Sardegna non è condizione necessaria ne sufficiente, per essere Sardi".
un essere umano è
                              "Sardo per diritto dell'Anima".
se l'anima non è Sarda, questo non è il gruppo per voi.
scusate se vi ho annoiato, ma ci tengo particolarmente.. grazie..
Davide Cocco


Tutti
"La legge della biologia richiede la cooperazione.
La legge dell'economia richiede la competizione".
Quindi, una società basata sul modello economico competitivo è intrinsecamente patologica.
La competizione è l'esatto contrario della risonanza:
come faccio a risuonare con qualcuno, se debbo competere con lui, perché o vinco io o vince lui?
Finché esiste un regime fondato sull'economia
e quindi sulla competizione tra gli esseri umani,
il problema della salute
e della felicità
non potrà mai essere risolto."
(cit. Emilio del Giudice, fisico italiano.)
Davide Cocco

Da semplice Uomo, che ha avuto la fortuna immensa di nascere in Sardegna, osservo con estrema preoccupazione la piega che sta prendendo la richiesta, unilaterale e non discussa, di insegnamento della storia nuragica nelle scuole italiane.
Vorrei allora, se mi consentite, esprimere la mia opinione, che credo essere condivisa da tanti altri Uomini e Donne Sardi.
La storia della Sardegna Antica, infatti è ricca di informazioni ufficialmente e sufficientemente certe da poter essere insegnate.
A partire dall'ominide di 800mila anni fa, fino alla presenza umana 250mila anni or sono, passando dalla splendida venere di macomer, del 12000 ac. e poi per l'esportazione di ceramica nel 7000 ac, le splendide piccole perfette deliziose piccole statue del 5000 ac, l'esportazione di ossidiana nel 4500 ac, le statue Sarde di Mont'e Prama.. solo per indicare alcune tappe, storia che si dipana senza soluzione di continuità, fino ai giorni nostri.
12000 anni di sicura esistenza in Sardegna di una società organizzata, coordinata, unitaria, navigatrice, matriarcale, pacifica, accogliente, (e sfido qualunque sardo a non riconoscersi in queste caratteristiche)
in contatto attivo per mari e monti, con tutte le terre del mediterraneo e anche oltre.
E’ vero che parrebbe proprio esistere anche una fase guerriera, della Antica Civiltà Sarda, certificata anch'essa nelle fonti.. ma questa si evince solo nell'ultima parte, della sua esistenza, probabilmente costretta da una piega degli eventi, ad usare il suo sapere per azioni che non avrebbe mai voluto intraprendere ..
Ecco, il termine "civiltà nuragica", cui fa riferimento la petizione di cui sopra, esclude tutto questo da se stessa, compreso l’appellativo di “Sarda”, che le compete in termini assoluti, chiudendosi in una "bolla" di ipotesi scollegate e illogiche, la cui durata temporale non supera il migliaio di anni.
Un millennio a ridosso di fenici, punici, romani, e quant’altro, di cui è vero, la storiografia finora ama narrare le gesta in Sardegna, come se in Sardegna i Sardi storicamente presenti da almeno oltre i 10.000 anni precedenti, invece non ci fossero neppure mai stati.
Ce n'è eccome, invece, da raccontare, dell'Antica Civiltà Sarda, anche ammettendo che di chi come e quando e perchè abbia costruito nuraghe, domus, tombe dei giganti, dolmen e menhir, non si sappia assolutamente nulla, a parte la certificazione del riutilizzo.
E perchè non parlare anche della preistoria Sarda, con resti perlappunto preistorici di cervi, elefanti, coccodrilli...
C'è veramente una montagna di informazioni, da poter insegnare, rimanendo solo nell'ambito della cosiddetta "scienza accademica", informazioni che permettono di ricostruire una storia Sarda, storica, asseverata.
Dati inconfutabili, certi, scientifici come comprensibilmente serve alle scuole Sarde, Europee, Mondiali.
E' sufficiente che i dati esistenti si leggano tutti insieme, senza pregiudizi, utilizzando le metodolgie di raffronto e confronto e analisi storica che vengono usate in tutto il mondo dagli accademici di tutto il mondo.
non serve altro, per dipingere il quadro di una civiltà straordinaria, capace di cose straordinarie, che per loro erano però ordinarie..
E si potrebbe e dovrebbe raccontare, certo, delle meraviglie architettoniche che i nostri avi ci hanno lasciato in numero immenso e spettacolare.. e di come queste abbiano fatto scuola per le costruzioni successive..
anche li c'è tanto da dire, ma tanto davvero, senza inventarsi favole di civiltà antiche ossessionate da morti guerre e divinità, in perenne adorazione, seppellimenti e guerre civili...
E' davvero sufficiente ammettere che tante cose le sappiamo, ma anche che tante altre non le sappiamo, semplicemente e onestamente..
Come non si sa chi abbia costruito le mura di cuzco e i basamenti di baalbek, e gli ipogei di malta, solo per proporre qualche esempio..
Non si sa, con semplicità...
Ce n'è tantissimo da raccontare, altro che.. da riempire libri e libri e libri di storia ufficialmente inseribile in programmi scolastici Sardi ed Internazionaloi, ufficiali e mondialmente validi.
Senza contare poi che la  Sardegna presenta unicità mondiali, per biodiversità, specie animali e vegetali endemiche, piante curative, certificazioni di antichi vitigni, tradizioni di ogni ordine e tipo che si immergono nella notte dei tempi...
Immaginiamo allora di inserire nel programma di studio: "storia e paleostoria comparata di - arte visiva, musica, artigianato, botanica, medicina naturale, cibi e bevande, allevamento, agricoltura, sport e quant’altro, nell'Antica Civiltà Sarda"..
sempre e soltanto con quanto scienza oggi conferma, ma riscritto attraverso la lente della coerenza e della logica..
riuscite ad immaginare, che meraviglia?
La Sardegna, raccontando ciò che si sa, senza necessità di voli pindarici o forzate definizioni e inquadramenti improbabili di civiltà ignote, avrebbe da raccontare tantissimo.. ma davvero, tantissimo!
Per il resto della storia, che si sa ma non si sa, si lasci libertà di studio, serena, creativa e logica, e il resto verrà da solo..
Credo quindi, che se Storia si dovesse insegnare, sarebbe estremamente inutile limitativo e forsanche dannoso, creare dei programmi di “storia della civiltà nuragica", termine vuoto di contenuti, certezze e significati,
e sarebbe oltremodo indispensabile, invece, prevedere programmi di “Storia della Antica Civiltà Sarda”, termine invece ricco di contenuti, inclusivo,  affascinante, e senza confini...
ringraziando chi avesse voluto leggere fin qua,
saluto con profonda serenità e rispetto.
Davide Cocco
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"condividere libera mente"
#Janas, #Sardinia..
"Quello che per gli altri popoli è mito, per i Sardi è Storia. Scritta."
amore, gioia, e gratitudine
marca temporale depositata. condivisione libera del testo. testo non modificabile.
davide cocco

Strada Costiera numero 0,
La Via Delle Madri.
gentile redazioneweb@unionesarda.it
gentile unione@unionesarda.it
vi scrivo in riferimento all’argomento che pare in questo periodo compaia frequentemente ad interessare l’opinione Kalaritana e Sarda tutta..
ovvero vi scrivo in merito alla discussione relativa all’opportunità e\o la possibilità di rinominare il Largo Carlo Felice.
Ho letto al riguardo diverse opinioni, che al fine sembrano non trovare accordo in quanto nella nostra storia recente non si riesce ad identificare un personaggio, o una data, o un evento, all’altezza di unire in simbiosi il proprio nome alla rotta terrestre, in maniera condivisa, oggettiva e storicamente importante e accertata, nonchè confacente al comune sentire non solo dei cittadini Kalaritani, ma dei Sardi tutti.
“Il Largo” come lo chiamiamo confidenzialmente, non è infatti solo una delle vie più importanti di Kalaris, ma una delle più importanti e aggreganti della Sardegna.
A Lei arrivano infatti Sardi da tutta l’Isola, studenti, impiegati, lavoratori, che attraverso i servizi di trasporto su ruota o rotaia, “sbarcano” per le loro quotidiane o periodice incombenze Kalaritane, spesso con la voglia di tornare in fretta a casa loro, che in Città c’è troppa confusione e caos..
Ma da Lei si snoda anche il tracciato della strada omonima, quella “SS131”, singola o “Bis”, che col nome di “Carlo Felice”, unisce, bene o male, nel bene e nel male, un capo all’altro della Sardegna.
Un nome, quindi, che dev’essere giocoforza condiviso, e preferibilmente intrigante anche per il resto del mondo, visto che gli approdi croceristici sempre ai suoi piedi stanno, e visto che il nome della “131”, in tutte le mappe, non ultime quelle digitali, si ritrova.
Il problema però, di trovare un nome per questa importante arteria, non è effettivamente di facile soluzione.
Troppo variegata la Storia Sarda, troppi eventi controversi, troppe date, troppi personaggi. Nessuno, secondo me, che con semplicità ed evidenza oggettive, rappresenti però il “Cuore” della Sardegna.
Non nella storia recente, perlomeno. Perchè se andiamo invece a scavalcare le linee del tempo, e superare il nostro essere Sardi / spagnoli pisani piemontesi bizantini vandali romani punici fenici o che so io,
se andiamo un pò più indietro, scopriamo che esiste una Sardegna viva, laboriosa, organizzata, pacifica, molto molto prima.. una Sardegna, il cui operato possiamo in maniera storicamente e inequivocabilmente accertata, far risalire almeno al 4.500 aC., periodo archeologicamente definito, in cui i Sardi traghettavano Ossidiana e Ceramica nell’Occidente Europeo.
In quel periodo, esisteva giocoforza e inequivocalbimente una società Sarda organizzata, che creava ceramiche, estraeva e lavorava ossidiana, e attraverso una splendida rete infrastrutturale,  la portava fino ad oltremare, specialmente in Francia e Spagna, ma per esempio anche in veneto..
In quel periodo certamente non possiamo parlare di dominazioni alcune, che non ancora non c’era nessuno dei futuri popoli presunti dominatori,  per cui sicuramente i Sardi, erano Sardi, tutti quanti.. e come mostra la diffusione dei reperti riferiti alle diverse “culture” Sarde, in realtà la cultura era unica, e Sarda, per l'appunto.
Questo già sarebbe un punto di partenza interessante, ma un altra caratteristica, accomuna in realtà non solo i Sardi di quel periodo, ma tutte le popolazioni con cui i Sardi stessi sono entrati in contatto, nei loro viaggi oltremare.
Il periodo di cui si parla, infatti è caratterizzato omogeneamente dal cosiddetto “culto della dea madre”.
La Dea Madre viene rappresentata infatti in statuette più o meno ad “alta definizione”, ovvero più o meno dettagliate, in tutto il mediterraneo, Sardegna compresa.
Le statuette della Dea Madre più antiche trovate in Sardegna, risalgono al 12mila avanti cristo, ma quelle più belle, come la deliziosa Dea di Cuccuru is Arrius, vengono fatte risalire a circa il 4500 aC.
Esattamente preciso preciso, che ci fa supporre che nel bagaglio dei Marinai e delle Marinaie Sarde che si recavano all’estero, forse una statuina di quelle un posticino lo trovava sempre.
Ecco.. io personalmente, nonostante siano passati millenni, questo lo trovo forse l’unico punto di contatto che accomuna tutti i Sardi, nessuno escluso, dalla notte dei tempi ad oggi.
Ricchi, poveri, allevatori, coltivatori, possidenti, feudatari, nobili, artigiani, pescatori, funzionari, manovali..
L’amore, l’importanza, il rispetto, la consapevolezza dell’importanza della Madre, la propria Madre e l’altrui Madre, non come divinità, ma come presenza reale, concreta, importante e sicura, quotidiana.
Credo che l’amore per la Madre rappresenti in Sardegna un eco di tempi lontani, credo che costituisca un filo che unisca il cuore di tutti i Sardi, che risiedano in Sardegna o meno, che siano nati in Sardegna o meno, un filo che non può non unire anche genti che pure in Sardegna non risiedono e non hanno avuto i Natali.
Un filo conduttore, che troviamo potente nei Vestiti Tradizionali Sardi, Nelle Preparazioni Alimentari Sarde, nel Ballo Sardo, nelle Festività Tradizionali Sarde, lo troviamo ovunque, financo nell’accoglienza turistica, spesso ( ma non solo, ovviamente) gestita da Madri, Figlie, Sorelle…
Parafrasando una nota pubblicità, “Toccategli tutto, ma non la sua Madre”, potremmo sostenere, per i Sardi tutti.
E allora, perchè, essendo forse questo il sentimento più intrinsecamente radicato, non rinominare il Largo Carlo Felice, in “Via delle Antiche Madri”, che parta da li, dove oggi c’è la statua di Carlo Felice, e arriva a Oristano, Sassari, Olbia, Nuoro, ma con lo stesso nome la farei arrivare anche a S. Antioco e Villasimius, antichissimi centri dell’antica Civiltà Sarda, e attraverso porti e areroporti, arrivi ovunque, nel mondo.
A tal proposito, ovviamente, la statua di Carlo, che per i Sardi è un ricordo poco felice, dovrebbe essere sostituita, e io suggerirei di mettere al suo posto una statua antica, forse fonte di ispirazione per molti, o forse solo manifestazione di un sentimento naturale e immutabile da sempre, che accomuna giocoforza uomini e donne di tutto il mondo e tutte le epoche, l’amore della Madre per il Figlio, stupendamente rappresentato in un bronzetto antico, comunemente chiamato “la madre dell’ucciso”, pure se è sentimento comune di tanti Sardi che il figlio rappresentato non sia in realtà morto, e la Madre non ne pianga quindi la dipartita, ma forse invece si prenda cura di lui atttraverso il Canto, come solo le madri, da sempre, sanno fare.
Un Canto che potrebbe in questo modo attraversare la Sardegna tutta, e diffondendosi nel Mare, arrivare in ogni angolo del mondo...
Personalmente, ne metterei una in ognuno delle 7 Città della Sardegna raggiunte o lambite dalla “via Delle Antiche Madri”, o confidenzialmente, “Via delle Madri”..
“Via delle Madri”, numero 0.
che dalle madri tutto inizia..
credo che starebbe bene e sarebbe immediatamente comprensibile da chiunque, in qualunque parte del mondo risieda, di qualunque nazionalità sia.
E sarebbe un giusto tributo, a parer mio universalmente dovuto, a questo ruolo sicuramente spesso misconosciuto e bistrattato.
Grazie per l’attenzione, e scusate il disturbo..
Con serenità, rispetto, e con le migliori intenzioni,
Davide Cocco.
se anche a voi sembra una bella cosa,
cliccate qui
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o semplicemenrte,
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#Janas, #Sardinia..
"Quello che per gli altri popoli è mito, per i Sardi è Storia. Scritta."
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Davide Cocco

Amministratore

#ddj 1 - domo sanaj
salve a tutti,
... siccome dopo cena, insieme ad un bicchierino di mirto, 5 minuti di Archeo Logica ci stanno sempre bene, li consiglia anche il dottore...
mi è venuto in mente questi giorni , che in generale, ma in Sardegna in particolare, e soprattutto in quest'ultimo periodo, parrebbe che qualunque cosa i nostri avi si mettessero a fare, fosse dedicata o ai morti, o ai santi...
mi spiego meglio:
ufficialmente,
#nuraghe erano templi del sole,
le #tombe_dei_giganti erano perlappunto tombe,
i #giganti di mont'e prama erano monumenti funerari
i #sardi scrivevano solo di dio santissimo e benedetto,
gli #egizi si sono fatti un mazzo tanto a far piramidi mettendo un blocco ogni 4 minuti (che neanche col lego, ci riesci) per seppellirci dentro un faraone,
gli #etruschi scrivevano solo elenchi di morti,
tutank aton, portava sfiga da vivo a lui, e da morto agli altri,
e anche le domus de janas, erano tombe pure loro, con le fate dentro, ma sempre tombe.
ora capisco perchè gli archeologi sono restii a scavare: ogni volta che trovano qualcosa devono toccare... ferro...
ma secondo voi, è possibile che sti poveri cristi del passato, passassero il tempo a costruire tombe, e scrivere in fenicio bestemmie sumere?
mah.. a me mi (lo so, non si dice, ma a me mi) lascia perplesso...
a questo proposito, sul fatto che secondo me non tutto è tomba, tranne il silenzio che c'è diero la storia sarda, leggevo un post e riflettevo a voce alta su quello che poteva essere  il significato del termine,
"domus de janas.."
le case delle fate..
le case delle fate è bello, vero? case delle fate, le janas, piccole fate dei boschi, come nelle leggende irlandesi..
irlandesi, si...per alcuni è strano, anche questo, alcuni dicono che i sardi con l'irlanda e la scozia non hanno mai avuto a che fare...
quindi
case delle piccole fate dei boschi, ma tombe.
... le #fate, non lo so.. mi chiedevo, ci saranno vissute prima, o dopo, che ci hanno messo i morti? ..oppure insieme? mah..
oppure case delle porte.
la janna è la #porta, in Sardo.
togli una N a #janna, fai che le false porte sono una caratteristica delle domus, che sono a forma di #nave rovescia, così i morti potevano essere traghettati attraverso le porte, di nuovo al grembo di madre terra, e il gioco è fatto, case delle porte, porte dell'aldilà.
ma sempre tombe..
allora pensavo a come è composto il nome..
domus. ci sta. "domo" è un termine che ho trovato in una roccia in sardegna, scritta in #Antico_Alfabeto_Sardo, che non ho idea di quanto sia antica.. più antica della tomba che c'è vicino, sicuramente...
domo, stava a significare, "casa", "riparo", "luogo". e fin qui va bene.. casa, luogo, ok.
sul termine janas invece ci si sbatte da un po', e non c'è una corrispondenza univoca fra i professori. appunto "porta", "fata", "giano bifronte che guarda di qua e di la dalla vita"... etc etc.
in pratica, boh!!! come il verso del coccodrillo, che nessuno sa come fa.
però.. però.. le domus, c'è pressochè unità di vedute, sono a forma di nave, rovesciata, ma nave...
mi sono chiesto, allora, come la chiamerei io se fossi uno che si è fatto un mazzo tanto per costruire una tomba a forma di nave, scavandola dentro la pietra viva ?
esempio: "fratellino , è morto babbo, portiamolo alla "casa delle fate",
"fratellone, quello semmai da vivo, da morto non gli serve più. semmai portiamolo alla nave, che lo traghetti alla madre terra"..
ecco.. questo mi sembra più logico..
io l'avrei chiamata "la nave". mi sarebbe venuto da chiamarla così.. "la nave", del resto, se la faccio a forma di nave, perchè chiamarla in un altro modo..? l'avrei chiamata in sardo.. penso, del resto erano sardi, mica sumeri, no?
in Sardo , "la nave" si dice "Sa Nai", quindi avrebbero detto una frase tipo..
"è mortu babbu, tocca ki du portaus a Sa Nai".. (è morto babbo, bisogna portarlo alla nave)
ops... " Sa Nai".. leggiamolo da destra a sinistra.. : SA NAI = IAN AS, IANAS...
"La Nave". "domo jan as", "domo sanaj".
Abbiamo già visto come l'antico alfabeto sardo scriveva frasi composte da due emifrasi, secondo un asse mediano, la parte di frase di sinistra da sinistra a destra, e la parte di frase destra da destra a sinistra.
Secondo quella regola, potremmo dividere la frase in due : .. do/mo + ian/as, e leggere "do mo sa nai", ci sta.
la nave che è un riparo, la nave che protegge, ma anche "la nave che cura".
eh, si, perché in sardo:
"Sa Nai, vuol dire "La Nave", ma "Sanai", tutto attaccato, vuol dire "Guarire"... (da cui l'italiano "sano", "sanità" etc.) e quindi per esempio di prima,
"babbu è malariu, tocca ki du portaus a Sanai" (stavolta tuttoattaccato) : "babbo è malato, dai che lo portiamo a guarire"
inizia ad avere un senso..
adesso abbiamo dunque due ipotesi :
1. classica. la domo sanaj, era una tombe a forma di nave, dove venivano deposti i morti, che venivano "curati" dandogli la possibilità di rinascere (sani) dal grembo di madre terra.
classica, sempre tomba, ma almeno adesso sappiamo cosa vuol dire il nome..
2. un pò meno classica. le domus erano dei posti riparati, a forma di nave (luogo collegato alla funzione dell'acqua?), dove le persone andavano a curarsi.
e solo in tempi recenti, forse, persa la memoria, o la tecnica per il loro utilizzo, usate come tombe,
mi spingo a formulare questa ipotesi, oltre che per l'etimologia del termine, anche perché personalmente ho constatato come le domus de janas siano spesso conformate come casse acustiche , che entrano in risonanza a determinate frequenze.
DOMO SONAJ, insomma... , una "Casa che Suona"
e chi studia Archeo Acustica sa, quanto il suono, la vibrazione, fosse importante, migliaia di anni fa...
quindi, infine,
ancora una volta tombe, finalmente con il loro nome "DOMO SA NAJ" , col significato di "nave che protegge e traghetta nel grembo di madre terra, verso nuova vita?
oppure
luoghi di cura e guarigione, "DOMO SANAJ", col significato di "la nave, (arca? luogo che governa l'acqua?) che cura e protegge?
E siccome ancora oggi esiste un solo posto dove sei protetto, e puoi curarti, ma anche nascere e morire, se devo pensare a dare alla domus un nome moderno, un nome che potremmo usare oggi,  mi sembra più Archeo Logico dare un 75% alla seconda ipotesi, e un 25% alla prima, e definire la Domus de Janas
        "DOMO SA NAJ, la Nave Ospedale"
senza santi, bestemmie e tombe, un luogo di utilizzo comune, per scopi pratici, legati al vivere quotidiano e alle sue necessità, come è logico che siano le cose costruite con tanta fatica, oggi e allora..
e, strano ma vero, senza usare il sumero...
e le fate ? .. beh, in un ospedale, come definireste le infermiere che si prendono cura di voi? e se andassero per boschi a raccogliere le piante necessarie..?
ci sarebbe a questo punto ancora tanto da dire, in proposito, ma per ora, come punto di partenza, mi sembra sufficiente...
grazie mille...
e pps..
per essere un popolo che non navigava,
le navi le conosceva bene...
"condividere libera mente"
#Janas, #Sardinia..
"Quello che per gli altri popoli è mito, per i Sardi è Storia. Scritta."
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